Scacco all’abusivismo edilizio anche nel 2018 con l’arrivo della Legge di Bilancio. Tra le novità dei nuovi emendamenti anche la creazione di una banca dati centralizzata sull’edilizia abusiva. Vediamo nel dettaglio in cosa consiste.

Abusivismo edilizio 2018: cosa cambia con la Legge di Bilancio

Le nuove norme prevedono l’obbligo per tutti i comuni italiani di registrare e comunicare tutti i casi di abusivismo edilizio presenti sui propri territori. Nel caso in cui tale normativa non venga rispettata, sono previste ingenti sanzioni. La variante sulle regole dell’abusivismo è stata incoraggiata dal Ministro dei Trasporti, Riccardo Nencini, che ha dichiarato a riguardo: «L’approvazione dell’emendamento in Commissione Bilancio va nella direzione di una maggiore garanzia di sicurezza per i cittadini. Ed è un primo passo per censire definitivamente le varie e diverse forme di abuso edilizio in modo tale da consentire il passaggio alla demolizione».

Si parla di questa banca dati nel comma 12-ter dell’emendamento:

Abusivismo edilizio 2018/12-ter – Al fine dell’attuazione del comma 12-bis è istituita presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la banca dati nazionale sull’abusivismo edilizio, di cui si avvalgono le amministrazioni statali, regionali e comunali nonché gli uffici giudiziari competenti. A tal fine è autorizzata la spesa di 500.000 euro a decorrere dall’anno 2019. Gli enti, le amministrazioni e gli organi a qualunque titolo competenti in materia di abusivismo edilizio sono tenuti a condividere e trasmettere le informazioni relative agli illeciti accertati e ai provvedimenti emessi. In caso di tardivo inserimento dei dati nella banca di dati nazionale si applica una sanzione pecuniaria fino a euro 1.000 a carico del dirigente o del funzionario inadempiente. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono definite le modalità di funzionamento, di accesso e di gestione della banca di dati”.

Abusivismo edilizio 2018: fondi per la demolizione di opere illecite

Tra le novità in arrivo anche un fondo apposito per aiutare i comuni nella demolizione di immobili irregolari.

Viene inserito con l’emendamento il comma 12-bis:

12-bis ‑ “Nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è istituito un fondo finalizzato all’erogazione di contributi ai comuni per l’integrazione delle risorse necessarie agli interventi di demolizione di opere abusive, con una dotazione di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti i criteri per l’utilizzazione e per la ripartizione del fondo. I contributi sono erogati sulla base delle richieste adeguatamente corredate della documentazione amministrativa e contabile relativa alle demolizioni da eseguire ovvero delle risultanze delle attività di accertamento tecnico e di predisposizione degli atti finalizzati all’acquisizione dei manufatti abusivi al patrimonio, da parte dei comuni e delle regioni”.

Abusivismo edilizio 2018: dati Istat e prospettive future

I dati Istat del 2016 sull’abusivismo edilizio in Italia non hanno mostrato un quadro positivo. Si stima che nel 2015 ogni 100 costruzioni autorizzate ce ne siano state 20 abusive. Le zone d’Italia maggiormente colpite da queste attività illegali sono quelle del Sud e, in particolare, Campania, Calabria e Sicilia. In Campania le costruzioni non autorizzate superano il 63,3%.

Con l’arrivo del nuovo anno, insomma, lo Stato si riorganizza e cerca di fare un passo in avanti nella lotta alle attività illegali.